La scadenza è passata e il bonifico non è arrivato. Prima di arrabbiarti o di minacciare avvocati, conviene seguire un ordine preciso: la maggior parte dei ritardi si risolve nei primi passi, e quelli che non si risolvono ti trovano con tutte le prove in mano.
Un messaggio breve e senza accuse: numero della fattura, importo, scadenza, fattura di nuovo in allegato e una frase come "se ha già pagato, non serve risposta". Spesso è solo una dimenticanza.
Se il promemoria non basta, manda uno o due solleciti via email, sempre più diretti, chiedendo una data di pagamento precisa. Scrivi sempre: anche se ne parli al telefono, conferma per email quello che vi siete detti. Se il cliente ha difficoltà vere, valuta un pagamento a rate concordato per iscritto.
È una richiesta formale di pagamento entro un termine, da mandare con un mezzo che dia prova dell'invio, come la PEC o la raccomandata con ricevuta di ritorno. Per i ritardi di pagamento tra imprese e con la pubblica amministrazione in Italia si applica il D.Lgs. 231/2002, che prevede interessi di mora e un rimborso forfettario dei costi di recupero: verifica il testo aggiornato su normattiva.it e chiedi al tuo commercialista se vale per il tuo caso.
Da qui in poi servono un avvocato o una società di recupero crediti. Uno strumento comune è il decreto ingiuntivo, che si chiede tramite un avvocato. Prima di procedere fatti spiegare costi e tempi e confrontali con l'importo da recuperare.
Questa guida è informativa e non è una consulenza legale o fiscale. Per crediti importanti o situazioni contestate rivolgiti a un avvocato o a un commercialista.
Vedi anche: Come sollecitare un pagamento: le 6 fasi · Email di sollecito pagamento in inglese