Il sollecito migliore è quello che non devi mandare. Gran parte dei ritardi nasce prima ancora della fattura: accordi vaghi, scadenze non scritte, dati sbagliati. Queste otto abitudini costano pochi minuti e ti fanno incassare prima.
Anche per lavori piccoli: cosa fai, quanto costa, entro quando e quando ti pagano. Basta una risposta via email "Confermo il preventivo": vale come traccia scritta.
Per lavori nuovi o lunghi, un acconto del 30-50% all'inizio è normale e filtra i clienti poco seri. Chi non vuole pagare nulla in anticipo spesso non pagherà neanche alla fine.
Scrivi una data: "pagamento entro il 15 novembre" è più chiaro di "30 gg data fattura fine mese". Per i progetti lunghi dividi in tappe: paghi una parte a ogni consegna.
Ogni giorno che aspetti a fatturare è un giorno in più di ritardo. Il momento in cui il cliente è più contento del lavoro è anche quello in cui paga più volentieri.
Controlla ragione sociale, partita IVA, codice SDI o PEC, IBAN e causale. Nelle aziende chiedi il contatto dell'amministrazione: spesso chi ti ha commissionato il lavoro non è chi fa i bonifici.
Nella fattura e nell'email metti IBAN, importo e scadenza ben visibili. Meno passaggi deve fare il cliente, prima paga.
Un promemoria cordiale il giorno dopo la scadenza funziona molto meglio di un'email arrabbiata dopo due mesi. Poi sali di tono un passo alla volta.
Un semplice foglio con numero, cliente, importo, scadenza e data dell'ultimo sollecito. Ti dice ogni settimana chi va sentito, senza doverlo ricordare a memoria.
Questa guida è informativa e non è una consulenza legale o fiscale. Le norme cambiano: per crediti importanti o situazioni contestate rivolgiti a un avvocato o al tuo commercialista.